Acquista il primo album di Deb & Rose

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Deborah Falanga (voce) e Rosella Cazzaniga (chitarra/contrabbasso) sono due artiste con un solido percorso professionale individuale alle spalle che si sono recentemente decise a unire le proprie forze in questo progetto di duo jazz al femminile.

Il primo risultato di questo incontro è un CD – prodotto dalla P-Nuts di Giorgio Bozzo, previsto in uscita il prossimo 15 gennaio e presentato a pubblico e stampa il 17 gennaio con un concerto al Blue Note di Milano – che le artiste hanno voluto intitolare Juke box sentimentale, dal brano di Piero Umiliani che apre la sua track-list.

Non ci vuole molto a comprendere lo spirito che ha animato la selezione delle canzoni di questa raccolta: Deborah e Rosella sono andate pazientemente alla ricerca e al recupero di piccoli gioielli musicali, di veri capolavori d’autore, per nulla usurati dal tempo, eppure abbandonati per distrazione negli angoli più reconditi della nostra memoria. Creazioni – tutt’altro che minori – di alcuni tra i migliori artigiani della musica nostrana, che riacquistano, anche grazie agli arrangiamenti ideati da Deb & Rose, vitalità e freschezza.

Sorprende Juke box sentimentale, riproposizione del tema d’amore della colonna sonora del film I soliti ignoti, riscritta in chiave di valzer lento nel 1959 da un giovane e già prolifico Piero Umiliani con parole di Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi e utilizzata come sigla dell’omonima trasmissione radiofonica condotta da Umiliani stesso e dalla cantante Lia Origoni (trasmissione che ebbe il merito di far scoprire la musica jazz a molti italiani); così come sa ispirare immediatamente simpatia il brano Decisione, firmato nel 1968 da Armando Trovajoli, padre della commedia musicale italiana, per la colonna sonora dello sceneggiato televisivo La Famiglia Benvenuti con Enrico Maria Salerno e Valeria Valeri (il brano era cantato da Donatella Luttazzi, figlia di Lelio).

Nel cielo dei bars è forse una delle canzoni più belle e malinconiche di Fred Buscaglione. Il testo è di Leo Chiosso, storico autore del cantante torinese, con il quale scrisse quasi sessanta canzoni. È contenuta nella colonna sonora del film del 1960 Noi duri di Camillo Mastrocinque, nel quale viene eseguita dallo stesso Buscaglione e sarà la sua ultima partecipazione cinematografica, perché il cantante morirà di lì a poco in un incidente stradale il 3 febbraio del 1960 (l’uscita del film è postuma, il 24 febbraio di quell’anno).

Femminilità – che vede la collaborazione ai cori delle Sorelle Marinetti – è un celebre divertissement di Gorni Kramer con testo di Garinei e Giovannini, scritto per la rivista teatrale Un trapezio per Lisistrata del 1957, il cui cast presentava alcuni degli attori più brillanti del teatro leggero italiano del tempo, come Delia Scala, Nino Manfredi, Paolo Panelli, Mario Carotenuto, Ave Ninchi e il Quartetto Cetra. La canzone venne incisa nel 1959 dalla protagonista Delia Scala ed ebbe un grande successo di vendite.

Metti una sera a cena è il brano più noto della colonna sonora dell’omonimo film di Giuseppe Patroni Griffi del 1969, tratto da una sua piece teatrale che per due anni aveva riscosso un enorme successo al Teatro Eliseo di Roma: composto da Ennio Morricone, inizialmente era un brano prevalentemente musicale nel quale vocalizzava la bravissima Nora Orlandi, e a cui, in seguito, Patroni Griffi decise di aggiungere un testo che venne anche inciso dalla protagonista del film, la bellissima Florinda Bolkan, che, ad esser sinceri, all’avvenenza non abbinava un vero talento vocale. Sia su questo brano che su Decisione c’è la partecipazione del percussionista e amico Sandro De Bellis.

Mi piace è invece un elegante brano del 1962 di Lelio Luttazzi, scritto per Jula de Palma, forse la più brava cantante jazz italiana del dopoguerra, che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia live; mentre Patatina è una divertente canzone di Gianni Meccia con testo di Franco Migliacci, con cui il cantautore ferrarese si presentò a Sanremo nel 1961 in coppia con Wilma De Angelis.

Di Mario Vallini e Ferdinando Tettoni è Nebbia, una delle canzoni di maggiore successo del 1941, forse la più nota tra quelle interpretate da Caterinetta, la più giovane delle sorelle Lescano, che ebbe una breve carriera come cantante solista all’inizio degli anni Quaranta, poco prima che il trio venisse ostracizzato dalla Parlophon C.E.T.R.A. e dall’Eiar. Con L’uomo è fumator ci spostiamo niente meno che negli anni Venti, precisamente nel 1922, e l’autore della musica è quel Virgilio Ranzato che all’inizio del Novecento divenne famoso grazie a operette come il Paese dei campanelli e Cin Ci Là, ma che non disdegnò affatto la canzonetta popolare. Questa canzone sarebbe divenuta molti anni dopo un classico nel repertorio di Milly.

Sempre del grande Lelio Luttazzi e altro cavallo di battaglia della strepitosa Jula De Palma è Quando una ragazza a New Orleans, uno scatenato simil ragtime del 1957, arricchito qui dal clarinetto di Adalberto Ferrari.

Torniamo alle fumose atmosfere da night degli anni Sessanta con la commovente Cos’hai trovato in lui di Bruno Martino (1964).

Chiude il disco un medley composto dall’originale del 1929 di Leonello Casucci del brano Gigolo, che ben presto muta pelle e ritmo e si trasforma nella hit portata al successo nel 1945 dal cantante italo americano Louis Prima con il titolo Just a gigolo, e che già allora era miscelata con il brano del 1915 I ain’t got nobody.

Deb & Rose sono la prova evidente che la musica è una materia mutevole e cangiante nel colore, nell’aspetto e nel sapore: un brano può, grazie al talento dell’interprete, trovare nuova definizione e nuove inattese sembianze.

Ma la vera sorpresa in questo progetto è l’intesa, la complicità, il feeling che questo combo femminile riesce a creare in scena in un dialogo che non è solo tra voce e strumento, ma anche tra artiste e pubblico, tra palcoscenico e platea.